domenica 28 luglio 2013

Single Party #3



Sì, anch'io. Forse.

E per la cronaca, se non dovessi mai più aggiornare il blog, può darsi che ciò sia dovuto al fatto che sto sguazzando nel male di vivere, sono di nuovo fuggita cercando di far perdere ogni traccia o mi è piovuta addosso una vita sentimentale.
Ma più probabilmente dipenderà dal fatto che sono morta di un’intossicazione alimentare dovuta alle meravigliose banane che ho comprato tre giorni fa, completamente verdi e immangiabili, e che nel frattempo sono diventate mezze verdi e mezze marce e altrettanto immangiabili, ma che dato che mi ricordano la mia situazione esistenziale ho deciso di mangiare lo stesso per solidarietà.
Sayonara :D





sabato 13 luglio 2013

Infastidire il prossimo con la propria esistenza

Questo l'ho disegnato giovedì mentre schiacciavo due ore e mezza su una sedia ad aspettare che aprisse uno sportello dell'Asl per risolvere dei casini burocratici. Non è che ci ho messo due ore a disegnarlo, ma è una delle cose che ho fatto in quelle due ore e visto che mi piacicchiava poi l'ho colorato. Ora non mi piacicchia più.





Comunque mi sa che ho passato troppo tempo a seguire le polemiche sugli shorts, la depilazione e altre cose varie negli ultimi tempi. Mi è capitato di leggere un po’ di tutto e poi ritrovarmeli come argomenti di conversazione anche nella vita reale.
Qualche giorno fa ne parlavo con un’amica che peraltro è di idee piuttosto aperte e sensibili sulle questioni di genere. Mi ha proposto un punto di vista che ancora non avevo considerato: il rispetto per la sensibilità altrui. In pratica diceva che bisognerebbe tener conto dell’effetto che un certo abbigliamento o aspetto può avere sugli altri. Portava come esempio un uomo, obeso, peloso, in pantaloncini corti o una donna che si diverte a essere provocante. Detto in due parole, la sua filosofia è che sarebbe opportuno non ferire la sensibilità altrui con la propria bruttezza o appetibilità.
Ci ho riflettuto seriamente per un attimo.

Poi ho pensato che NO, non sono d’accordo.

E non è nemmeno per una questione di soggettività dei gusti o di canoni estetici impostici dalla società o di quanto questi canoni siano generalmente sessisti.
Non sono d’accordo per principio.
Anch’io cerco di non ferire la sensibilità altrui e di non infastidrire le persone, a volte in maniera maniacale. Cerco di non infastidirle evitando di passargli avanti in fila, facendogli posto quando cammino per strada, abbassando il volume della musica quando so che i vicini sono in casa, evitando di infilare il gomito nel fianco del pendolare seduto accanto a me. Ma non rendendomi invisibile.
Non penso che la vista di qualcuno possa di per sé essere fonte di un disgusto o turbamento talmente insopportabili da privare un altro della voglia di vivere o dei freni inibitori.
Penso che ognuno dovrebbe poter girare per il mondo come vuole, senza che per questo qualcuno gliene faccia una colpa, lo derida, lo insulti o lo aggredisca. Punto e basta.
Se vedo qualcosa che mi infastidisce guardo da un’altra parte. La vita non è uno schermo, ci sono altri 359 gradi di visuale su cui ripiegare. 

Scusate l'off topic, ma tanto questo blog non ha più un argomento da tempo ormai...

sabato 6 luglio 2013

Concorsi, lesbiche, treni e morte

Dovrei aggiornare il blog e mi vengono anche in mente un sacco di cose da scrivere o pubblicare, ma il poco tempo che mi rimane fra un viaggio in treno e l’altro preferisco impiegarlo a bere Desperados e mangiare gelati, quindi cercherò di fare un unico post riassuntivo di tutto quanto.
Innanzitutto una vecchia vignetta nonsense, così potete anche risparmiarvi la fatica di continuare a leggere questa roba:





Poi qualche considerazione random.

L’illustrazione (?) che ho pubblicato qualche post più sotto (http://delirietilici.blogspot.it/2013/06/ieri-sera-ho-trovato-una-bottiglia-di.html) non ha vinto il concorso a cui l’avevo spedita, ma fa parte delle 70 opere su 900 che sono state selezionate per la mostra facente parte del concorso stesso e quindi è esposta a Tolentino fino a Ottobre (http://www.biennaleumorismo.it/it/oppureridi/). Probabilmente non potrò andare a vederla perché i miei datori di lavoro non contemplano l’esistenza di giorni liberi e perché il mio unico mezzo di locomozione, treno a pare, sono i piedi, ma sono felice di sapere che è lì in compagnia di cose fighe a farsi venire i complessi al posto mio!

E qui c’è una figa e allegrissima rivista online sulla morte a cui ho partecipato con un breve racconto che trasuda ottimismo e gioia di vivere come ogni altra cosa che faccio: http://issuu.com/inquieto/docs/in_absentia


Detto ciò, sul piano personale ho momenti di sconforto totale alternati a giorni di sana indifferenza, quindi facendo le somme direi che è un periodo buono. E la gente da quando ho trovato un lavoro me ne offre continuamente altri, un po’ dovunque, perfino sul treno, cosa che giova alla mia autostima, ma non mi è di alcuna utilità perché non posso accettarli. In compenso ho una collega meravigliosa con la quale mi abbandono a gare di sarcasmo e cinismo agonistico ogni mattina e a cui, contravvenendo a ogni mia etica personale sui rapporti che (non) dovrebbero esserci fra la mia vita virtuale, privata e lavorativa ho passato il link al blog. Quindi forse adesso ho una lettrice in più!